Senilità
Peppe Cassese
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E la vecchiezza bussa intartarita
a questa porta e all’algida finestra
negli occhi stanchi tumida passione
con la saggezza di un inverno a spasso
convinto di volersi addormentare
tacitamente come meglio pare.
E il tempo andato passa in tutta fretta
qui nel mio mondo aperto al trasgredire
con te e con gli altri vivida maniera
di alzare la facciata del presente
con quella accuratezza trincerata
tra le tue braccia inerte e atrofizzata.
E il tuo futuro guarda solo indietro
nemico del passato integralmente
felice di quell’essere l’istante
nel pozzo con la luna su in cornice
mentre il bambino ancora non si addorme
e ascolta nel silenzio il dio deforme.
E come sempre come sempre mai
l’alfiere avanza e mette in scacco il re
tra la regina affranta ed il cavallo
potentemente fiero e imbizzarrito
nel gioco manomesso dal regista
sul palco con la scena in bella vista.
È la senilità il tuo punto fermo
lasciato all’improvviso in faccia al sole
col cielo che non chiede e non promette
stupidamente inviso al nuovo giorno
e intanto cade in terra un’altra goccia
del fuoco della vita pianta e roccia.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Stupenda età se permette di scrivere tale roba. (Tonia La Gatta)
Una penna sempre al dente. (RitaLM)
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