I giorni del paradiso
Peppe Cassese
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E mi chiamavi amore in tutta fretta
nei giorni del tuo stanco paradiso
sapendo intrattenere chi ti aspetta
coi sogni cancellati all’improvviso.
E recitavi il triste novenario
coi pallidi ricordi di un sorriso
immaginato sopra quel binario
sul libro di un incontro condiviso.
E mi parlavi dietro quel sipario
nell’umida sentina del mistero
nei mesi regalati al calendario
trattandomi da sciocco prigioniero
ed era un marzo dolce e coccolato
sopra l’antico palco dell’ardore
coi baci traghettati a perdifiato
col solito giochetto dell’amore.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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