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Satira 28 febbraio 2022 · lettura 2 min · 1024 letture

Litanie

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Hai una bocca tanto vasta che il Rio Grande è un fiumicello e lì dentro che macello trovi il meglio della casta e il profumo la sovrasta dolce aroma da sfracello dove è certo che il cervello coi neuroni non ti basta e racconti fesserie quintalate di minchiate dentro il niente inventariate da consunte senussie che di dietro ritrovate fanno a gara con le ondate delle buffe litanie. E il giro si diverte a rabberciare il cerchio paludato da improperi non senza un bel codazzo di misteri che ti arrovelli nudo ad elencare convinto che le ali da spezzare son quelle degli impavidi guerrieri votati ad imitare i moschettieri uniti dai ricatti del poffare. Hai una lingua così rusta che il veleno è un dolce invito un decotto oricrinito callidissima locusta e le piaghe storia angusta sono un piatto assai squisito fatto ad arte con un dito proprio accluso nella busta dove c’è una gatta morta brutta come una condanna con il cuore sterco e panna ma al tuo volgo poco importa se non viene la Susanna da quel mondo che si inganna col suo niente e si sconforta. E canti come un gallo spelacchiato nel tuo cortile vuoto a sopperire milioni di miliardi da ammollire nel pozzo dei bisogni alluvionato in un gran cielo buio ed esondato con tante stelle rapide a morire col verso destinato ad ingiallire appena viene fuori in un conato. E così di bocca in bocca vola in basso fino in fondo e non sembra assai rotondo ma soltanto un’altra nocca testamento di una rocca dove ardivi a tutto tondo con un verso mai fecondo trasformare una bicocca in un fulgido maniero con le torri le più audaci scartocciando nelle braci il tuo flaccido destriero e siccome son sincero nel ripeterti mi piaci scopro il falso e copro il vero.
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Commenti (1)

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RitaLM1 marzo 2022

Semolicemente incantata, nel leggere questa satira che sembra rincorrere le parole e viceversa, in un vai e vieni dalla mano felice. arricchito dalla padronanza lessicale e dall’uso sapiente delle metafore.