Il canto del Maestrale
E’ sulle nuvole nuove che il vento fa le prove
il mare cambia umore salsedine e colore
Dopo il percorso, esausta si infrange l’onda bianca
sulla scogliera ormai, stremata, sfinita e stanca
Allegri sono i gatti
Quadriglia fanno i tori
Cordame e vele a prora rimesse a dimora
dal marinar zelante che l’orizzonte esplora
Turbine di vento, rumori di tempesta
che spazza e non pulisce ma l’attesa tiene desta
Canta la melodia che scaccia la paura
il buttero in maremma sotto la quercia scura
Felice è il Macchiaiolo a raccapezzar colori
che dopo la buriana come trovar tesori
L’ Ermetico impenetrabile di allusività
pare dire al gabbiano fatti “più là”
S’apre il sipario
entra il “Maestro” in scena
Che piega nel veliero antico
l’albero e la goména
S’accendo i camini nelle casette in pietra
dalle finestre simili a civette arrese
Dondola la lanterna, fiocca è la luce accesa
da sembrar ombre eternamente appese
Si mischiano gli odori, colori con i sapori
la salsedine trafila con i fagioli in pila
Visi rugosi assorti poggiati tra le mani
quasi a voler sperar se ci sarà un domani
Raggi di sole squarciano laggiù nell’orizzonte
come mani sovrapposte a recita finita
quasi voler ringraziar la messinscena ardita!
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