La felicità
Me la ricordo la felicità
non la cercavo era lei che mi cercava
mi disorientava e mi rendeva euforico
brevi e intensi attimi.
E noi eravamo felici
perché avevamo poco e niente
l’essenziale per mangiare
l’essenziale per giocare
il desiderio continuo di scoprire
di guardare oltre le inferriate
di leggere e ascoltare
il sogno di arrivare verso il nulla;
di raggiungere quel puntino sconosciuto e invisibile
che illuminava la strada.
Era la speranza
la voglia di lottare e di gioire per le piccole cose
era la nostra felicità.
I nostri figli sono infelici
davanti hanno un muro che non vogliono varcare
perché il cielo è sempre rosa
ed è tutto piatto davanti ai loro occhi
spenti di ideali, senza utopie e incertezze.
Ed è in questo vuoto di anime ed emozioni
che stiamo smarrendo la nostra vera identità
di padri e figli, di semplice umanità.
©
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Bella ed apprezzata. Buona serata sf (Alberto De Matteis)
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