La poestrocca della famiglia- invenzioni con filamenti poetici di un nonno
claudio coppini
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Che cos’è una poestrocca?
Forse si capisce meglio
se vi racconto come nasce, una poestrocca.
C’era una volta un nonno,
che a causa dell’incantesimo
di una fata capricciosa e un po’ gelosa
aveva passato degli anni,
che a lui sembravano un’eternità,
senza poter vedere le sue amate nipoti.
Arrivato al quinto anno della loro lontananza
anche se il cuore era grattugiato per la mancanza
di riabbracciarle non aveva perso la speranza.
Così per addomesticare l’insopportabile assenza
trovando il modo di sciogliere l’incantesimo
per arrivare a loro, escogitò il suo piano.
Fece ricorso all’arte e si rivolse a quella
che più praticava e meglio conosceva: la poesia.
Ma si rendeva conto che non sarebbe stato
per niente facile con la poesia, quanto le amasse.
Non che non andasse bene il suo linguaggio
ma ci sarebbe voluta una sua forma
o declinazione, più adatta all’occasione.
Insomma, erano ancora troppo giovani
per la poesia... per capirsi, quella più classica.
Ci sarebbe voluta un’innovazione
per far arrivare la comunicazione.
Ma la strada era giusta.
E fu proprio, dentro a quella riflessione
a mezzo tra mente- cuore che partorì la soluzione.
Pensando a voce alta, si disse:
"inventerò per l’abbisogna una variazione alla poesia
che ancora non esiste al magico che esiste.
Fu grazie a poeti cantastorie, dotati, rodati...
Rodari, ecco!
Si, proprio lui, il maestro delle filastrocche.
E qui, nasce il dilemma, per il nonno poeta:
" Scrivo poesie, pensò. di nuovo a voce alta,
ma non so scrivere filastrocche!"
Ci posso riprovare ancora per amore delle mie nipotine
ma non è cosa per niente semplice.
Allora, fatta mente locale alle sue risorse
artistiche, umane e rivolta una preghiera
alla divina provvidenza, si rasserenerò.
Una strada la si dovrà pur trovare
e se non c’è la faremo.
Amare fa compiere strani percorsi
e a volte li fa perfino inventare...
Quando dialoghi con la poesia
anche il cielo ti sta ad ascoltare.
Fu il lampo di un’intuizione
che arrivò da lassù, pronta a destinazione.
Tra poesie e filastrocche c’era bisogno del terzo mattoncino
per raggiungere le ragazze al cuoricino.
E continuavo a ripetere a voce alta, poesie- filastrocche,
poesie- filastrocche, poesfila... poestro... poestrocche.
Poestrocche, eureka!
Eccolo, il linguaggio poetico ideale
per questa missione speciale.
Ho inventato le poestrocche per voi
amoretti del nonno, "Amoretti di Saronno!”
Le poestrocche sono poesie
che come il vecchio bruco della storia,
si trasformano, vivono il passaggio,
la metamorfosi fino a diventare splendide farfalle.
Le poestrocche non sono altro che un frutto dell’amore
che trasforma la parola dinamica della poesia
in un linguaggio di mezzo tra poesia e filastrocca.
Una parola nuova che racconta emozioni e sentimenti
con l’immaginario, eppure realistico e comprensibile.
Nove mesi fa ha preso vita la prima poestrocca
e dopo questo tempo di gestazione,
lungo come per l’umano, è nata.
Oggi hanno bisogno di una casa propria,
di un libro che le ospiti le faccia giungere a destinazione.
Amate nipoti, il nonno poeta, alla fine della storia
ha partorito il libro: "Poestrocche di famiglia"
una serie di scritti poetici dedicati voi e alla vita.
Mentre scrivo il libro è in viaggio
e presto il postino busserà alla vostra porta.
Siate gentili e fatelo accomodare cinque minuti
offrendogli una buona tazza di caffè.
Come tutte le storie, anche questa
ha una lezione umana e letteraria
che non si ferma solo alla prima stazione
ma proseguirà senza esitazione
fino ad arrivare a destinazione .
Intanto voi sfogliando pagina dopo pagina,
riscaldatevi con l’amore versato
in ogni goccia d’inchiostro e di pensiero.
E quando arriverete all’ultima pagina, gioite,
perché si ripeterà, come nelle fiabe più belle e più amate:
"È vissero felici e contenti".
©
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claudio coppini
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