Acuta medicina
Peppe Cassese
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La tieni pronta all’uso nel taschino
a friggere e a frignare puntualmente
ad ogni curva gonfia del suo niente
batrace come il fondo di un brodino.
E lo governi ad arte il bugiardino
coi suoi trascorsi astati artatamente
mentre che il cuore vuoto e deficiente
si sente circonflesso e mattaccino.
E la cavalchi a ufo sopra il letto
con la saccenteria quotata in basso
col verbo tante volte assai imperfetto
che segue voglie e smanie ad ogni passo
con te che sembri un glabro rigoletto
a caccia di un sontuoso materasso.
E dopo il pio salasso
la mente dannunzieggia e poi sconfina
speziata da un’acuta medicina.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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