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Riflessioni 27 luglio 2022 · lettura 3 min · 900 letture

I quattro cavalieri dell’Apocalisse

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sergio garbellini 2768 poesie pubblicate
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I celebri sigilli che il Signore conserva nel Suo scrigno riservato son sette ed avvalorano il timore per un finale già determinato! I primi quattro sono assai palesi riguardano i destrieri designati a compiti compòsiti ed estesi che includono disastri dissennati. Il Primo Cavaliere: l’Anticristo, sul suo cavallo Bianco, rappresenta la vincita del Ben su chi è provvisto d’un’anima selvaggia e turbolenta! (Ma l’uomo non riesce a concepire il simbolo della Resurrezione, il suo egoismo non sa recepire l’amore umano senza condizione! ) Per il Secondo Cavaliere in sella al suo destriero Rosso è riservato l’istinto del conflitto che flagella i popoli ed in modo dissennato! (E’ il caso degli uomini che in Terra si sfidano l’un l’altro per riuscire a superarsi a costo d’una guerra che porta ogniqualvolta a regredire! ) Il Terzo Cavaliere ha la bilancia e in groppa ad un cavallo Nero avanza mietendo carestie e tutto trancia con ingiustizie e abusi in abbondanza! (E qui si nota l’uomo prepotente che tramite le tasse trae vantaggio e specula sul povero indigente trattandolo da misero selvaggio! ) Il Quarto Cavaliere appare armato di spada sul cavallo verde- giallo, è pronto a divulgar da forsennato la morte ad ogni minimo intervallo! (Ed anche qui risulta assai evidente la man dell’uomo: piaghe, malattie e distruzione in modo deprimente che portano a miserie e tirannie! ) Il Quinto, il Sesto e il Settimo sigillo rimangon nelle mani del Signore fin quando Lui non sentirà l’assillo d’aprirlo col verdetto accusatore riguardo ai nostri accertati mali che ci han portato a maltrattare il mondo, con dei comportamenti micidiali spingendolo vieppiù nello sprofondo! L’umanità è stata bersagliata da uomini di grande intelligenza che l’hanno solamente utilizzata per l’ambizione di sopravvivenza! ...I quattro Messi dell’Apocalisse cavalcano solenni all’infinito ... ...Un vecchio saggio un bel giorno scrisse: “E’ l’uomo un pazzo, non ha ancor capito che ci si deve amar come fratelli, con sentimento, massimo rispetto e senza guerre, senza più flagelli, perché alla fine ci sarà il verdetto! ” Con la spada di Dàmocle sul capo, noi non sappiam la fine che faremo e il sentirci immortali è un rompicapo che ci costringe a un vivere blasfemo! La nostra vita è in mano a Dio Supremo, è Lui che ci ha elargito questo dono ...che noi un giorno ... Gli restituiremo sperando ... in un benevolo condono!
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Questa è una lirica alla quale tengo moltissimo, l’avevo già pubblicata nel 2013 e speravo che il contenuto avesse più considerazione da parte di tutti, ma evidentemente non essendo una poesia romantica non ha trovato il favore del pubblico, ma io ritengo tuttora che sia alquanto importante sotto l’aspetto letterario.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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