Gitana mia gitana
Peppe Cassese
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Gitana mia gitana
promessa del mio tenero peccato
specchiata dentro un cielo grigio ambrato
nei giorni di una vecchia primavera
vissuta nel dolore alla frontiera
tra un pavido assassino
e un timido calvario pellegrino.
Gitana mia gitana
premessa del mio mare adulterato
dall’onde dell’orgoglio punteggiato
nel tempo della strada mulattiera
venduta e riveduta a tarda sera
tra il grillo canterino
e il fuoco roboante del camino.
Gitana mia gitana
scommessa del mio madido passato
sull’orme della vita scopiazzato
nel sole con il vento e la barriera
che ostacola la strada timoniera
tra il sogno sbarazzino
e il foglio del domani piccolino.
Gitana mia gitana
leonessa nel mio letto ormai piagato
nei giorni che il domani ha già scordato
col cuore e con la lenta pedaliera
posato su una piccola stadera
tra il bimbo malandrino
e l’uomo che ha compiuto il suo cammino.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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