Pinocchiate
Peppe Cassese
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Dicevano di me di te di loro
le tristi panzanate dell’eccesso
così come si addice all’avvenire
secchiato dalla voglia di arrivare
nel posto maledetto dell’affare
con la certezza vana di stupire
il ladro di anatemi a me di presso
mossiere dell’oltraggio e del decoro.
E tutte le parole ormai sventrate
si stendono nel solco del presente
attentamente sveglie e mal vestite
comari del non gioco e risentite
con l’essere quel raggio riflettente
che illumina le astruse pinocchiate.
Turchina e Zelda fate
sapevano di miele e caffeina
nel sole che luceva di antropina.
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L'autore
Peppe Cassese
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una gran bella satira. (Tonia La Gatta)
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Tonia La Gatta9 agosto 2022
Una satira da leggere e rileggere con grande attenzione, dedicata forse a tutti e a nessuno, ma di gran classe.
