Non ho voce
Peppe Cassese
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Non ho voce per sentirmi a te vicino
e mi mancano parole e coincidenze
quel desiderio dolce di bambino
che trascolora il tutto in trasparenze
vagando dentro l’aria tra le assenze
di questa strada vuota ed irreale
segnata dai tuoi passi reticenze.
Che sete e qual bisogno verginale!
Cantavi nella sera e ornamentale
era la notte e il giorno in caldo letto
spingeva nel silenzio sul pedale
delle mie voglie sante per difetto
tra l’essere di ghiaccio ed il mai detto
così infantile e indubbiamente a torto
faceva da mossiere e caporetto
al gioco delle ostentazioni accorto.
Io non ho voce adesso e lo sconforto
combina coi latrati da specchiera
nel vuoto di quel niente appena estorto
dal canto maledetta sonagliera
che batte controvento alla scogliera
di questo mare immenso ballerino
che cerca in ogni modo la maniera
di far parlare la vita uno zinzino.
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Peppe Cassese
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