Gratitudine
Giuseppe Mauro Maschiella
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Io sono quel che sono, in fondo
nessuno ha chiesto il mio
parere per venire al mondo.
Dovrei esser grato
per non aver avuto altri antenati
e per non aver spiccato
il volo da altri nidi?
Avrei potuto essere un albero che non cammina
e sente con terrore il fuoco che s’avvicina,
un fiore calpestato
l’erba tagliata d’un prato.
Una gazzella che beve assetata
il leone che l’ha mangiata,
un ragno, un topo, un uccello
poteva esser mio fratello.
Potevo nascere là dove il sole
brucia i deserti con furore,
là dove per le bombe la terra
continua a tremare,
là dove i bambini muoiono di fame,
là dove per il colore della pelle
avrei conosciuto l’odio razziale.
M’hanno imposto la religione
e le regole della mia società,
ma ho sempre detto grazie per un dono,
un sorriso, per un gesto buono.
In un susseguirsi di pene
ho cercato me stesso
scevro dal compromesso
di un languire in catene.
Di ogni falsa certezza
tra ogni credo senza risposta
ho cercato rara essenza
che mai fosse imposta.
Tra gli scarti del mondo
solo gli occhi innocenti d’un bimbo
han dato senso profondo
ad un mio viver degno.
Uno nella moltitudine
non ho gratitudine
per te vita che mi ha stancato
e quale benigna sorte
ti attendo signora morte,
a te sono grato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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