Drento ar Ghetto
Ciò freddo tra li vicoli der Ghetto
co un caffellatte che nun scalla gnente.
Me guardo intorno e nun vedo la gente
accosto ar muro o fora dar Tempietto.
Tant’anni fa per l’odio der nazista
è morta troppa gente giusta.
Si ce penzo m’immaggino che scena,
li pianti, li strilli, chi cadeva
er chiasso de li passi
er poi quer todesco, che rideva
come che fa ‘na iena.
Mo’ pe’ tera c’è stanno solo sassi
pe’ ricordalli tutti
ma nun so’ dà na spiegazione
so’ troppi li delitti
e l’ odio, nato senza ‘na raggione.
Ritorno ar caffellatte che c’ho in mano
e ar freddo che s’appiccica sull’ossa.
Pe’ sto sudario, sì, me so commossa,
serve giustizia e un monno un po’ più umano
C’è troppa gente che nun ne sa gnente.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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