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Dialettali 20 novembre 2022 · lettura 2 min · 928 letture

U matrimoniu du zi Peppi

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Ricordu ca era ancora nicareddu quannu si maritò me zi Pepeddu. Si pinsava a la festa, c’era u lettu paratu, rasoliu, cosi dunci, tuttu era priparatu. Me nonnu Iabico era assà cuntenti: finiva di maritare i figghi finalmenti. La cuntintizza fa scherzi brutti, ci vinni ni nfartu, nni lassù a tutti. U jornu ca ci fu u so funerali, ricordu ca i parenti ni sintemu mali. Peppi e Luvisa si maritaru cu du nvitati: sulu li tistimoni di li sposi sfurtunati. Era notti, si tiraru la luci nun c’era mancu a luna, quannu si dici com è orba a furtuna. A vita è na rota ca a casu firria, tanti voti ci veni a fuddia! TRADUZIONE Il matrimonio dello zio Giuseppe Ricordo che ero ancora piccolino quando si sposò mio zio Peppino. Si pensava alla festa, c’era li letto parato, rosolio, cose dolci, tutto era preparato. Mio nonno Giacomo era assai contento: finiva di sposare i figli finalmente. La contentezza fa scherzi brutti, gli venne un infarto, ci lascò tutti. Il giorno che ci fu il suo funerale, ricordo che i parenti ci sentimmo tutti male. Giuseppe e Luisa si sposarono con due invitati: solo i testimoni degli sposi fortunati. Era notte, mancò la luce, non c’era neanche la luna, quando si dice com’è cieca la fortuna. La vita è una ruota che a caso gira, tante volte le viene la pazzia!
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L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Sei bravo con questo tipo di poesie in vernacolo. (Sara Acireale)

Sei bravo con questo tipo di poesie in vernacolo. (Sara Acireale)

Letta con piacere. Complimenti Michelangelo (Antonietta Angela Bianco)

Sempre bello leggerti, un caro saluto (Silvia De Angelis)

Commenti (4)

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Sara Acireale20 novembre 2022

Il marimonio dello zio Peppe verrà sempre ricordato dal Poeta e ci sarà eternamente un segno indelebile dentro il suo cuore. Lui era ancora un piccolo bambino ma le immagini sono rimaste nitide nella sua mente. Tutto era stato preparato a dovere per gli invitati: il rosolio, i dolci, il letto agghindato, ci doveva essere una grande festa; ma Dio (o il destino) non volle perché proprio il giorno delle nozze morì per infarto il padre dello sposo. Gli sfortunati sposi si dovettero sposare senza invitati, senza festa e con i due soli testimoni. Che disdetta!

Antonietta Angela Bianco20 novembre 2022

Davvero sfortunati questi sposini. Sposarsi con i soli testimoni, per giunta il padre che muore per la contentezza di vedere tutti i figli accasati. Addirittura neanche la luna è dalla loro parte. poeta Michelangelo. Mi è piaciuta molto. Congratulazioni!

Silvia De Angelis21 novembre 2022

La nostra vita è davvero imrpevedibile, e, a volte riserva delle dolorose sorprese, a cui non avremmo mai pensato. Ho molto apprezzato questo speciale vernacolo.

Alberto De Matteis22 novembre 2022

Un’altra poesia in vernacolo - lingua siciliana - in cui il poeta Michelangelo La Rocca fa menzione di un avvenimento importante qual è il matrimonio di zio Peppino. Un avvenimento lieto che però finisce in tragedia. Descrizione poetica molto dettagliata e dal ritmo incalzante in cui ogni particolare assume una sua importanza e connotazione. Un ricordo che rimane indelebile nel cuore dell’Autore.