Olocausto
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Tristissima la verità che scaturisce da questi versi, perché gli olocausti ci sono ancora. La mostruosità dell'uomo non finisce mai di stupire e di infierire su essere indifesi. Una bella poesia per riflettere e non dimenticare.
Un grido di consapevolezza, forte, che si fa sentire in tutta la sua drammaticità. Una voce accorata per dirci che l'umanità non è immune dall crudeltà estrema. Non vane celebrazioni disgiunte dalla consapevolezza.
un giorno dialogando con un vecchio amico sull'essere umano in quanto uomo lui mi fece una domanda su chi potesse essere a parer mio la bestia più feroce esistita... ed io pensando al tirannosauro della preistoria risposi in tal senso. ”eh no! amico mio! é luomo! perché si comporta e si comporterà sempre come l'essere più sanguinario e crudele dell'universo... e solo da un altro uomo potrà essere superato in questo! ... guarda la storia... ”

