Quello che siamo
Siamo sempre meno noi stessi
siamo quello che non vorremmo essere
siamo senza più radici
senza più cultura
siamo la voce degli altri
il pensiero comune.
Siamo senza più padri
e rinneghiamo le madri
siamo senza più sentimenti
siamo sempre più dipendenti
cerchiamo le perfezione dell’essere
e non l’essere dell’imperfezione
ci vestiamo tutti allo stesso modo
siamo tutti tatuati e codificati
barcollanti sulle strade dell’ovvio
senza più un sicuro domani.
Siamo senza più sogni
siamo il tutto subito
siamo macchine al servizio del dio denaro
siamo senza più cuore e gesti gentili
siamo gonfi di presunzione e anabolizzanti
siamo pieni di noi e vuoti d’essenza.
Non parliamo più con la luna
per confidare gli sbagli
mentre si adagia sul mare
e illumina il nostro coraggio
nell’essere niente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Tutto parvenza... niente essenza. Buona serata (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Antonio Terracciano28 novembre 2022
L’autore descrive bene quella che potrebbe definirsi l’americanizzazione della società, quell’essere diventati un gregge conformista, che Freud, ormai quasi cent’anni fa, aveva intravvisto ne "Il disagio della civiltà": "Ci sovrasta il pericolo di una condizione che potremmo definire ‘ la miseria psicologica della massa ‘ . Questo pericolo incombe maggiormente dove il legame sociale s’è stabilito soprattutto attraverso l ‘ identificazione reciproca dei vari membri ‘ . La presente condizione della civiltà americana potrebbe offrire una buona opportunità per studiare questo temuto male della civiltà" .