Rughe di un'orfana memoria
Nemmeno più mi chiedo chi ha permesso
di falsare questi giorni al mio passo
nel respiro di conchiglie all’orecchio
ad ovattare ogni suono e il mio sangue;
è mesto il mio salire le tue scale
sapendo, madre, di un confuso sguardo
fra risacche d’ogni sogno smarrito
e le rughe di un’orfana memoria;
è Universo sovrapposto il tuo viso
al miele che leniva le mie croste
con pillole di baci divertite
al misurare il mondo con ginocchia.
E fa male, ritrovarti bambina
sapendo tutto ciò che ho da tacere
non capiresti ed io mi sento solo
fra le braccia che piano sto perdendo.
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Commenti (2)
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Giovanni Monopoli28 gennaio 2008
nelle rughe della memoria un rivivere del passato con poesia d'alto livello che rispecchia tutta la poeticità dell'autore per elargire quel bene profondo ad una persona cara
Paolo Ursaia28 gennaio 2008
Poesia intensa, malinconica, commovente, carica d'amore. Letta e riletta, con piacere e partecipazione

