Il colore del mare
Giovanni Monopoli
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Una tempesta a ciel sereno,
la notte, i suoi pensieri
tutto nella mente a frullare
con sguardi che nel vuoto si perdono.
Attimi vissuti e parole ripetute,
nelle stanze d’una vita al suo declino
il colore del mare propende al suo gioire
ma tutto si ferma dinnanzi al destino.
Mani frenetiche, vogliose
oggi tremano al loro fare
sussulta il cuore, si cancella il dire
gli occhi sono cercanti e speranzosi.
Tutto si ferma,
la luce è in lontananza
tutto si poggia allo sfiorire d’un tempo,
tutto e non resta più nulla
alla sorgente se non la sofferenza
di un tenero e vegliardo corpo.
Poggiare la mano sulla spalla
stringerla forte, l’aquila è ferita
una lacrima furtiva scende
su un’anima infreddolita,
nulla si può se non lenire il soffrire,
per quella esistenza il miglior fruire.
Il colore del mare
il suo verde smeraldo a riflettere
culla quell’essere inerme, stanco,
mentre tra le onde lo trasporta lontano
nell’infima sorte che accompagna
di quella vita il suo ultimo arranco.
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