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Dialettali 11 marzo 2023 · lettura 2 min · 653 letture

I me’ nanni

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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I me’ nanni Cu i me’ nanni nun appi furtuna mi vitti crisciri sulamenti una. I nanni paterni mancu li canuscìu, mureru ancora prima ca i nascìu. U nannu maternu murì ca i avia se anni doppu tanti dulura e diversi malanni. Comu fussi ora m’arricordu la so morti, murì d’infartu, u scantu fu forti. I era cu me zia, po vinni na vicina, tempu d’un nenti lu persimu ddra matina. Propriu ddru jornu c’era u “lettu paratu”, u matrimoniu di me’ ziu fu rinviatu. Ristò nvita sulu a nonna Mera allegra cu tutti, fimmina vera. Fu na nanna d’oru d’oru veramenti, china di simpatia e sempri cuntenti. A quasi cent’anni la chiamaru mparadisu, San Petru e l’atri Santi ci ficiru bon visu. Ncelu è spassusa, tutti fa svariari, iddra pi ogni cosa sapi sempri zoccu fari TRADUZIONE I miei nonni Con i miei nonni non ho avuto fortuna, mi ha visto crescere solamente una. I nonni paterni neanche li ho conosciuti, morirono ancora prima che io nascessi. Il nonno materno morì che io avevo sei anni dopo tanti dolori e diversi malanni. Come fosse ora mi ricordo la sua morte, morì d’infarto, lo spavento fu forte. Io ero con mia zia, poi venne una vicina, tempo di un niente lo perdemmo quella mattina. Proprio quel giorno c’era il “letto parato”, il matrimonio di mio zio fu rinviato. Rimase in vita solo la nonna Mera, allegra con tutti, una donna vera. Fu una nonna d’oro, d’oro veramente, piena di simpatia e sempre contenta. A quasi cent’anni la chiamarono in Paradiso, San Pietro e gli altri Santi le fecero buon viso. In cielo è spassosa, tutti fa distrarre, lei per ogni cosa sa sempre cosa fare.
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L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Molto gradito e piaciuto il tuo vernacolo (Silvia De Angelis)

e un caro saluto (Silvia De Angelis)

Letta con piacere e molto apprezzata. Buona (Antonietta Angela Bianco)

Domenica caro Michelangelo 🌞😊 (Antonietta Angela Bianco)

Adoro le tue poesie in dialetto siciliano. (Sara Acireale)

Molto sentita Michelangelo! (Giuseppe Mauro Maschiella)

come sempre. Un caro saluto (Alberto De Matteis)

poeta, molto sentita! (Stefana Pieretti)

Commenti (6)

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Silvia De Angelis12 marzo 2023

Preziosi ricordi degli affetti più cari, che hanno segnato memorabili immagini nella memoria, bisognosa di carezze avvolgenti, per un percorso di vita colmo di positività

Una fortuna quella di aver conosciuto i nonni. Il poeta ho conosciuto e ha dei bellissimi ricordi della nonna Mena, sempre allegra e gioviale. Purtroppo gli altri nonni sono andati via prima che lui potesse riconoscerli e ricordarli. C’è tanta tenerezza e nostalgia in questa bella lirica in vernacolo che dimostra, come sempre, l’attaccamento e l’amore per le proprie radici. Complimenti al amico poeta

Sara Acireale12 marzo 2023

I nonni sono molto importanti per i nipoti: li viziano, li coccolano, fanno con loro tuto ciò che non hanno fatto con i figli. Ritrovarsi assieme nonni e nipotini, è sempre una gioia. Purtroppo anch’io (come il Poeta Michelangelo) ho conosciuto soltanto una nonna. Lei era sempre disponibile e giocava con me, sono ricordi indimenticabili di un periodo felice. Questa del Poeta è una poesia in vernacolo molto bella ed evocativa.

In questa bellissima e ben verseggiata lirica non avendo neanche conosciuto i nonni paterni ed avendo perso in tenera età anche il nonno materno, riversa tutto il suo affetto sulla nonna Mera e proietta questo sentimento su nel cielo dove la nonna con fare gioioso distrae santi e beati. Un sincero elogio poeta!

Alberto De Matteis13 marzo 2023

Certamente rende grande onore all’autore per quanto scrive lo stesso nei confronti dei suoi nonni, i quali non potranno che essere contenti di questo nipote, applaudendolo e ringraziandolo da lassù. L’unico importante cruccio per Michelangelo è quello di non aver potuto avere il piacere di conoscere pienamente tutti i suoi nonni, poiché solo la nonna Mera è stata quella più longeva. Tant’è che l’autore la fa scherzare in Paradiso con San Pietro e con gli altri Santi. In cielo è spassosa, scrive, e tutti quanti sa distrarre e tenere allegri. Certamente lei sarà contenta e saranno contenti anche gli altri nonni. Una lirica, come tutte le altre dell’Autore, piacevole per il linguaggio semplice, chiaro, ben ritmato e musicale. Elogio sincero

Stefana Pieretti16 marzo 2023

i nonni, per un nipote sono come una favola che ogni giorno si rinnova, basta il loro sorriso la carezza e quel modo unico di guardare di insegnare con amore la vita . Fortunato il nipote che li può accarezzare con amore, almeno nei ricordi. Complimenti!