Cadaveri in vetrina
Peppe Cassese
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Cadaveri in affanno sopra il banco
la mente in dentro flessa e un cuore stanco.
In mostra in bella mostra grande fiera
con sulla fronte l’arida maniera
del cuore rabberciato un casinista
e dato che si recita a soggetto
viene proposta orbata dall’addetto
attore di maniera qualunquista.
Cadaveri in vetrina a far da altare
al vecchio trombettiere da accordare.
Col tempo e le iatture addizionate
offrendo cieli neri alle sassate
coi fiori di novembre in tuta verde
tra il pianto e la paura del contatto
e dato che il passato ha un figlio matto
nel vuoto dell’essenza non si perde.
Le lacrime di ghiaccio e un pianto greco
e quello che rimane è un grande spreco
coperto e riscoperto dai lamenti
postati al due per quattro ogni mattina
e tu che sei una candida sartina
elenchi a uno a uno i cuor contenti.
Cadaveri sul desco in un vassoio
che colma di moine il serbatoio.
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una satira da leggere con molta attenzione. (Giuliano Esse)
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