Dolcissima mia Saffo
Peppe Cassese
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Che vuoi che sia il mio amore antico mare
dove Afrodite giacque con lo sposo
col vento tra le labbra sue invadente
a trafugare baci
e tu che inavvertita al petto piaci
mi cerchi in ogni modo e in ogni luogo
col santo desiderio degli affanni
risorta all’improvviso
sull’orlo cotonato di un sorriso
dove che il bene chiede dona e accende
il suo mistero oscuro e in alto scaglia
milioni di procelle
accantonate in cielo tra le stelle
sull’onda di una candida passione
che offre al cuore infetto una ragione.
Che vuoi che sia la vita in te ad un passo
regina diaconessa e mia sventura
con l’ode incustodita che si aduna
sul colle dell’incontro
a intavolare amplessi e il nuovo scontro
alla più muta e cieca eucarestia
con te per me nel letto ancora sfatto
naufrago dell’impatto
con tutto il falso e il vero di un disegno
mistero amato chiesto e mai trovato
un giorno anni e ore sconosciuto
tra carne e concretezza
che aspira a interpretare la bellezza
col volo del più impavido sentire
nel dare fuoco all’odio e poi sparire.
Che vuoi che sia il tuo sogno e il mio con te
inni balzelli lacrime e vagiti
col vezzo dei messaggi saprofiti
istanti consumati a uno a uno
per essere nessuno
col groppo del tu dai ed io che prendo
cento parole scelte e non per gioco
dal grande vecchio cieco del Parnaso
tu musa amaramente
sorpresa a camuffarti tra la gente
col dardo ottuso e vacuo dell’arciere
col più armonioso cantico annunziato
voluto e trattenuto
dal detto dal sofferto e dal taciuto
dolcissima mia Saffo fiamma viva
dei canti dell’amore sovversiva.
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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G
Giuliano Esse16 luglio 2023
Un verso da record in una lirica che ha tutto in sé: rtcchezza lessicale, sapiente uso delle metafore, tecnica sopraffina, contenuto unico e originale, metrica personale e personalizzata. Non so se fa parte di un modo classico di poetare o l’autore anticipa i tempi. In una sola parola: notevole.
