Il mare Mediterraneo

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Piaciuta e apprezzata. . (Sara Acireale)
Letta con piacere. ! (Antonietta Angela Bianco)
poeta, molto sentita! (Stefana Pieretti)
Parole accorate e vere. Un caro saluto (Alberto De Matteis)
Commenti (4)
È un accorato appello poetico che il nostro Poeta Michelangelo La Rocca fa al nostro mare. Da molto tempo ormai il nostro amato Mediterraneo assiste silente al disastro che si perpetra in modo ciclico nelle sue acque profonde. È il disastro dell’umanità perduta, il nostro caro mare è diventato un cimitero ma non è ne affatto fiero. Penso che lui soffre per ciò che succede. Il Poeta lo sprona a ribellarsi, a fare la sua parte, deve fare in modo di lasciare passare i poveri migranti e di sommergere le navi da guerra. È una profonda riflessione che mi sento di condividere.
Il nostro mare Mediterraneo diventa un attento osservatore di tutto ciò che succede nel mondo. Purtroppo assiste anche alle guerre intorno, al migrare di esseri umani che vengono inghiottiti dallo stesso mare in tempesta, che diventa un cimitero. Molto bella e profonda poesia che fa riflettere su temi molto toccanti.
bella poesia, accorata piange vittime nel mare e chiede al mare di lasciar passare, ma il mare non ha colpe di tutte queste morti annegati, la colpa è sempre l’uomo ingordo, scafisti che sfruttano il povero disperato senza rispettare regole di sicurezza senza rispetto della vita altrui. molto emozionante .Elogi di cuore
"Mare nostrum", il mar mediterraneo, mare sconfinato... il mare per eccellenza. Il poeta La Rocca lo descrive in maniera magistrale, da par suo. Testimone della storia ma anche, purtroppo, della cronaca dei giorni nostri. Gente disperata che fugge dalla guerra ed intraprende un viaggio lungo e pericoloso e molto spesso proprio in quelle acque, l’unica speranza, trova inesorabilmente la morte. Lo sai che ormai sei diventato il più grande cimitero? Domanda sconsolato l’Autore. E in queste parole c’è il dramma di tanti migranti in cerca di fortuna e che invece vedono ogni sogno svanire proprio in questo mare, le cui onde si son tinte e purtroppo continueranno a tingersi di rosso, fino a quando non ci sarà una ferma volontà da parte di tutti.




