I grigi veli della Dimenticanza
Ero
ancora intento
a ricambiare il benvenuto
di quella prima
piccola onda
che
dai miei piedi già si ritraeva
che un’altra
timidamente s’avvicinò
ricolmando
quell’assolata insenatura d’anima
di spumeggianti
messaggi d’Oltremare.
Senza
alcun preavviso
un Essere
fiero
ed alieno a questo mondo
del mio corpo si rappropriò
lacerando
uno dopo l’altro
i grigi veli della Dimenticanza.
Danzando
sul contrappunto
di mille riflessi d’argento
ormai
perduto in un Sogno
dal quale mai avrei voluto svegliarmi
mi chinai a sfiorare
la soffice sabbia del Tempo
rimescolando i Giorni
con la gioia
incontenibile
di un dio bambino.
Tra le mie dita
come stelle negli sconfinati abissi dell’Ignoto
vedevo ardere
gli infiniti grani di sale
di un eterno
incorruttibile Presente.
Le voci della spiaggia
aleggiavano
nell’aria calda di un estate
che
purtroppo
già volgeva al termine
ed Io
ero di nuovo io
a fissare
i miei piedi
tra enigmatiche conchiglie
e
insondabili sentire.
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