Libera
Peppe Cassese
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Onirica sconnessa alquanto avara
campicchia col suo essere ancestrale
nei campi con il grano in abbondanza
unita alla zizzania e al suo potere
osando scardassare il dio silente
che gracida all’albore marcescente.
E sciolta interdentale e prezzolata
s’adegua al vil comparto scintillante
nel fuoco che troneggia sull’altare
così di punto in bianco si accastella
col verbo deponente e il verso slavo
sospinto nella bruma imberbe e ignavo.
Libera del tutto o in parte usata
solfeggia con i toni spogli e scalzi
per il sentiero magico del tempo
desiderosa e attenta al suo passato
con nostalgia sommessa e vespertina
voluta in mille modi signorina.
E franca allegramente va all’attacco
del vuoto sintomatico impellente
attenta a quel che scrive e non per caso
con ferma ostentazione di un dettato
migrata sulla carta o nella stia
convinta che sia arte e sia poesia!
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
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Numero uno. (Jo Kondelli Ghezzi)
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