Inermi Racconti
Giuseppe Buro
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Eccomi qui mentre sfoglio gli inermi
racconti, con la testa reclinata leggo
parole a caso, legando oceani di parole
e aggettivi senza senso.
Nelle mani il mio domani e nel contesto
grotte e scogli, ringhiere arrugginite che
fanno da sfondo, con un cane che
abbaia cercando qualcosa da mangiare.
Le parole cercano conforto, i vestiti
sparsi e nello sguardo, la rugiada lascia
umidità sui fiori che ancora respirano.
Il mio vuoto sei tu, con enigmi giunti
sul freddo della pubertà, senza domani
non trovo fuoco in questo freddo.
Le tue acque sulla spiaggia sono onde
silenti, aiutami tu a remare, a uscire
da questa rada, dove le mie vertigini
si sono arenate.
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Giuseppe Buro
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