Fredda in si’ nuda tomba

E quando tu, fredda salma
sul marmo e nella tomba giacerai,
di quel tuo bel visino che farai?
Di quel tuo ventre piatto e giusto seno,
di quella coscia bianca fino al pelo
che in vita ognun t’invidia, che ne fai?
Già più non ti ricordi che mi amasti,
lasciandomi canuto poi che esausto
e ancor carina e amabil tu splendevi.
Rinvenni, e mi negasti con disgusto,
modo che non mi piacque, e te lo dissi:
“Di me scordasti che ti ho dato tutto,
sarei di troppo adesso e mi discacci?”
Tu mi gradivi e ovunque, ti ero appresso...
fin quando scarno in ciccia, bianco in testa,
con grinze intorno, e tu fiera e pimpante,
con puzza sotto al naso e in stile acerbo...
“Ma pure in fredda tomba un dì sarai...
Lorda e non più superba,
lorda che ammorba assai...
Tutto mi cederesti... Che non mi basti!”
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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