Per Giulia
Adriana Bellanca
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Donna
violata, violentata, annientata
nel corpo, nell’anima.
Un triste destino la vita ti rubò.
Improvvise nel ciel rosee pennellate
i tuoi sogni si espandono nell’aria
come bolle di sapone si dissolvono
al luccichio vibrante di lama funesta.
Pelle nuda, squarciata
annichilito il tuo essere
esangue il tuo corpo
la tua anima, libera, torna all’eternità.
Quaggiù buio profondo, tetro, plumbeo
un dolore lancinante.
Un urlo corale prorompe
NO, VIOLENZA NO!
©
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L'autore
Adriana Bellanca
Siciliana, insegnante e di mezza età, mi diletto di poesia e di pittura per occupare il mio tempo libero e per creare isole di relax nella vita di tutti i giorni.
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