Samir
Giuseppe Mauro Maschiella
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Esiste un luogo, dove l’amore ha perso
e la pietà si è spenta
un luogo senza poesia, né voce
bombardato da gente feroce.
Quel luogo dove la vita stenta
dimenticato dal cielo
scavato nel crollo di ogni casa
si chiama Gaza.
Samir è un bambino della guerra,
ha sette anni, occhi scuri e di velluto
ha guance sporche di terra.
Ha fame, ha freddo, non ha prati fioriti,
dove poter correre, ma macerie di case
e sentieri e strade da lacrime pervase.
Non ha scuole per imparare
ma quando sarà più grande
mitra da imbracciare,
bombe da lanciare, innocenza da negare.
Non ha scarpe, i piedi nudi,
ha solo i suoi morti
e lo strazio del suo pianto
arriva fino al cielo scuro di acre fumo
delle bombe che seminano distruzione
senza nessuna giustificazione.
Intorno, una disperata nenia,
di bimbi che non giocano, di bimbi mutilati,
di bimbi senza infanzia, di bimbi senza pane,
di bimbi a piedi nudi, di bimbi violati.
Il mondo dei sensibili,
lì culla, li culla e piange,
perché la loro vita,
è piena di dolore e sangue.
Il destino di Samir è già segnato
domani insieme ad altri bimbi
vendicheranno le loro tombe,
un giorno getteranno pietre
i giorni successivi bombe.
Da oltre settanta anni
solo terrorismo e vendette,
così non si può andare avanti,
Israele è potentemente armato
ed i suoi genocidi sono sempre in agguato.
Basta vendette e odio accecato.
©
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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