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Peppe Cassese
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Cammino avanti indietro nella stanza
col viso ricoperto di acedia
sperando di inventare una bugia
che possa rinnovare la magia
del tempo consegnato all’assonanza.
Rivedo nella mente la visione
del giorno programmato per studiare
il petto prosperoso dell’affare
volendo rinverdire il verbo osare
col tocco calcolato dal campione.
Risento la tua voce piccantina
andare e ritornare con la luna
signora ben legata alla fortuna
ridente a bocca piena su in tribuna
per scomparire presto la mattina.
Ricordo il volo amato convergente
cadere tra le braccia attenzionate
dolenti ben distese e prepagate
dal canto delle donne assatanate
sul bordo della brama conseguente.
Mi adatto allora a darti il benservito
con rabbia ricoperta dal ciarpame
del nodo maledetto delle trame
di questo sentimento da pollame
consunto deturpato e incustodito.
E mi risveglio nudo in faccia al cielo
coi raggi dedicati alla perfidia
amanti presto detto dell’accidia
sapendo e non volendo che l’invidia
si atteggi cresca e splenda sopra il melo.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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