Ti avevo dato un nome rubato a un verso di Montale
Lo stanco chiudersi del giorno riannoda
confusi rimpianti che la melanconica ombra della sera
ritrova incerti, indecisi, calmo stupore si ritrovata quiete.
Il buio della notte insegue la luce di albe non attese,
il sovrapporsi di dialoghi interrotti, memorie confuse
in cui le parole non dette ritrovano suono.
Ancora ti penso, Agrodolce, lontana compagna
dei miei giovani anni. Ti avevo dato un nome
rubato ad un verso di Montale, ma, forse, mille te ne ho dati
perché mi fosse più facile il richiamo.
Ora che l’ansia dei giorni disperde le parole - se lo puoi -
torna. Torna nei sogni compagna della malinconia,
torna a sostenere questo mio quotidiano, vuoto esistere,
indifferente compagno di chi mi trovo accanto.
Ti parlo ma la mia voce non ha suono anche se, ostinato,
spero che, senza lasciar traccia, ancora ti raggiunga
l’inascoltato grido di quel che dico e più non senti.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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