L’equitazione
Quer giorno me venne un penziero strano,
de quelli pericolosi sul serio,
che la raggione te prenne la mano
e te regna su tutto er desiderio.
“Me vojo sentì vispa e giovinotta
sto senza amichi, e sto puro in penzione
l’idea ne la capoccia è così ghiotta!
oh io ce provo! Faccio equitazione!”
E così senza manco aripensalla
armata de frustino e de stivale
coro ar maneggio e vedo ‘na cavalla
bella e grossa come ‘na cattedrale.
Pe’ principià monto su ‘na scaletta
le briglie tra le mano tremolanti
un carcetto, piano, su la panzetta
quela frinisce, impenna e core avanti!
Mamma mia ‘ndo vai? Possin’ammazzalla
m’ha letto su le chiappe ‘sta cavalla
l’ha capito che proprio nun so bona
soride, impenna e poi me disarciona.
Mò stò tutta rotta, l’animaccia sua!
Che dolore! Sò sfranta e che ficozzi!
Nun me posso più toccà, ciò li bozzi.
Basta! L’ho capito, la finimo qua!
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima poesia. Infonde buonumore. (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis4 maggio 2024
Una poesia dal ritmo incalzante e ben rimata; riesce a infondere tanta ilarità nel lettore. Dispiace solo per quella "amazzone" disarcionata dal cavallo. Sicuramente una lirica dalla esuberante comicità, ma che pure fa riflettere non poco. Composizione poetica apprezzata per forma e contenuto.
