Strada facendo
Peppe Cassese
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Strada facendo ti ho seguito invano
(lustrissimo compagno di ventura)
porgendoti più volte cuore e mano
ma tu cercavi altrove la pastura
nel solco del passato e la coltura
spuntava sempre uguale... un’illusione
limata dalla tua cesellatura
che modulava un rancido copione.
Strada facendo l’algida visione
portavi avanti e indietro e ti ringrazio
il buon passaggio scelto all’occasione
per fare da maestro a un vecchio strazio
coi versi costumati a pagar dazio
con il dannato graffio sopra il volto
(che fa del tuo vagare un corpo sazio)
col seme mai interrato e mai raccolto.
Strada facendo il tempo tu hai stravolto
con la tua nenia mesta da conato
ove che giace inerme ormai sepolto
la santa incontinenza in comodato
col fuoco del dio apollo ammassicciato
(eredità di un salto sovrumano)
che scuote il mare come da dettato
col canto della musa amato invano.
©
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Peppe Cassese
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