Io
Pierfrancesco Roberti
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sento la furiosissima calma rompere gli argini della mia malattia in secca
io piccolo bocciolo che fiorisce con i colori pallidi che urlano silenzio
mi alzerò impolverato dalla terra sanguinante di cadute
ascolto le fitte del mio sacrificio d’uomo che cresce nel dolore e nelle risate
canterò lo stupore della mia gentilezza librare le vette del cielo
non voglio più il buio della cecità dei miei sentimenti
sento la forza inesorabile della mia tranquillità insistere contro il vento dell’inferno
io non mollo nel boccone della vita condito dal nettare dell’amore
voglio parlare al mio cuore leggero come la neve
mangiare a morsi secchi i pezzi nudi della vita
violare la bellissima acrimonia del sole nel semplice rollo di una sigaretta
io non ci sto più ad accendere la disperazione con milioni di lacrime
voglio ridere l’immensità del fiume limaccioso della mia dolcezza
io
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
Commenti (1)
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Saverio Chiti7 giugno 2024
irrompi, deflagra, distruggi e rinasci... questo è il tuo destino! tu che ti credi "piccolo uomo" in realtà sei grande abbastanza da capire che la vita va vissuta, va vissuta in tutte le sue sfaccettature, poiché è la vita stessa che cura ogni nostra ferita... vai uomo, continua il tuo cammino, tendi la mano e non vergognarti di chiedere aiuto, chi non lo fa, è destinato a girare a vuoto, ma tu, "piccolo uomo, tu vai, perché in te è insita la grandezza della tua anima... vai, tu, vai...

