Estate in carcere
Giuseppe Mauro Maschiella
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In penombra, nella cella, son pieno di polvere
dentro un raggio di sole che scalzo mi accoglie
ed ondeggio, rinchiuso, in più squallide voglie
annientando, uccidendo, la voglia di vivere.
E si morde la coda quel brutto serpente
nel rimorso di accusa, che a me giovane fu data,
ora in rami di “giuda” è già fune annodata,
il mio essere in pace è tristezza latente.
Innocente, nel pianto, sono come sulla croce
ma la mia notte non ha un’alba e il suo primo chiarore,
vedo il mondo racchiuso su gocce di fiore
e sensuali pensieri al mio inverno son voce.
Incomincio a pensare il colore più grigio
che risale le vene e la pelle,
è presagio la visita triste delle mie due sorelle
affetti danzanti nel mio cielo sempre più bigio.
Estate sognata, è anche in cella certezza
è un’onda del mare e profumi in festosi garriti,
ancestrali sussulti entro il cuore fioriti...
poi abbraccio la morte senza alcuna carezza.
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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