Che noia
Peppe Cassese
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Che noia quel ciancicare da scienziato
col verso sincopato all’occorrenza
sorretto e pilotato all’incombenza
di dare lustro al tempo allampanato.
Che noia con quell’estremo pilotato
dal pianto greco vera pestilenza
tra l’essere e il non essere insistenza
col timbro tuo monotono agognato.
La mano scorre lesta e preminente
con solo sette note ad implorare
il tempo luminoso sottilmente
e si sprofonda volta a rimembrare
i sogni e le rimesse attentamente
volendo la bandiera sventolare.
Che noia capitolare
nel fuoco delle lagne in eruzione
che maschera di netto ogni pulsione!
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Non noia ma una vera gioia. (Tonia La Gatta)
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