Parole prigioniere
Stefania Siani
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Parole prigioniere battono
sui vetri infiorati
di un autunno
che coglie speranze
come gocce superstiti
da un calice malato.
Ingorda e bugiarda
la pelle cala la sua cappa
e le lacrime rischiarano
di azzurro e di cupo,
il bianco di un mattino
appena aperto.
Malinconie e baluginii
di iridi fosforescenti,
brillano come occhi di lupo,
nella penombra della sera.
Muta attendo il cambio
della stagione e della scena.
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