Mura senza parole
Vorrei saziare i muri di parole
con la tua voce e scrosci di risate.
Ma qui risuona triste e forte l’eco
d’un gran silenzio - e di ciabatte stanche-,
e quel ticchettio ritmico e crudele
dell’orologio posato sul comò
scandisce le tue assenze e i tuoi ritorni.
Mi manchi sai, come fa il respiro
quando salgo le scale troppo in fretta,
mi manchi,
mentre piano cala l’imbrunire
e una cicala scuote l’aria ferma.
Sento l’estate, esplosa dietro i vetri
riempirsi di profumi e di calore;
ma su quei vetri il viso mio riflesso
è fermo all’orizzonte e invano cerca
la tua figura snella e gli occhi bruni,
i riccioli ribelli, il tuo ”ciao mamma”
le braccia al collo e la valigia a terra,
- felicità di mille e più racconti -
allagando la stanza di sorrisi,
saziando queste mura di parole.
E ogni partenza, ed ogni addio,
è morire un poco finché non torni
figlia mia.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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