E te la servo
Peppe Cassese
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E te la servo come s’usa in chiesa
col prete sull’altare a dire messa
mentre tu mandi al rogo la premessa
volendo caricarmi spesa e impresa.
E la ritrovo squallida e scondita
sul banco della fiera impacchettata
e dato che coltivi la vulgata
la verso dentro il piatto della vita.
E te la offro piccola e barbina
dietro il portone della trasparenza
mentre l’attore mastica impazienza
dicando il suo dettato alla destrina.
E la rimetto in vista in calendario
sul colle della fuga alla parete
e tu che adori l’acqua e non la rete
coltivi il sole spento del falsario.
Potrei parlare inoltre all’infinito
ma m’è rimasto un canto scolorito
ed oggi che fa cinque meno tre
ti lascio il vecchio adamo per croupier.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Salata al punto giusto. (Tonia La Gatta)
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