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Dialettali 9 gennaio 2025 · lettura 2 min · 357 letture

Lu nenti nenti

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Currimu tutti nzemmula versu lu nenti nenti ca di lu nuddru è lu primu parenti. Nta u nenti nenti nun ci sunnu lu stiddri,. lu suli e la luna, nun ci sunnu malasorti e furtuna Nun ci su li jorna e mancu li notti, a la fini di l’annu non ci sunnu li botti. Nun c’è lu paradisu, nemmenu lu nfernu, nun c’è la stati mancu l’invernu. Nun ci sunnu ricchizzi, mancu puvirtà, almenu cu nenti nenti c’è pi tutti a parità. Po essiri ca macari nenti nni duna ma nu nn’assicuta sempiri la sfurtuna. Vi pari chi piccca o na cosa mpurtanti ca di mbrugliuna nun ci sunnu tanti? Accuntintamuni di lu nenti nenti, meggghiu di idddru nun c’è veru nenti! Traduzione Accontentiamoci del nulla Corriamo tutt’ insieme verso il nulla che del nessuno è il primo parente. Nel nulla non ci sono le stelle, il sole e la luna, non ci sono malasorte e fortuna. Non ci sono i giorni e neanche le notti, alla fine dell’ anno non ci sono i botti. Non c’è il Paradiso, nemmeno l’Inferno, non c’è l’estate neanche l’inverno. Non ci sono ricchezze, nemmeno povertà, almeno nel nulla c’è per tutti la parità. Forse che magari niente ci dona ma non ci insegue sempre la sfortuna. Vi sembra poco o sono cose importanti che di imbroglioni non ce ne sono tanti? Accontentiamoci del nulla veramente, meglio di esso non c’è davvero niente.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Molto apprezzata. Congratulazioni e un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (2)

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Alberto De Matteis10 gennaio 2025

Il testo poetico "Lu nenti nenti" di Michelangelo La Rocca sembra voglia parafrasare un aforisma di Samuel Bechett: Niente è più reale di niente. Corriamo tutti insieme verso il nulla è l’incipit della poesia odierna del nostro poeta. E qui viene nella memoria il pensiero del grande Leopardi, "IL poeta dell’Infinito", il poeta del nulla cosmico. La poesia "Lu nenti nenti" vuole essere una intensa e profonda riflessione sulla caducità e fragilità dell’essere umano che finisce per preferire l’inconsistenza del nulla al tutto, senza il minimo barlume di speranza. Nel componimento poetico, scritto con il cuore in mano e con mano tremante, si può intravedere una certa ribellione che poi sfocia nell’abbraccio del nulla. Riflessione acuta.

Lirica intensa che vuole essere una riflessione sulla fugacità della vita. Siamo su questo mondo in transito, temporaneamente. Inseguiamo il tutto e alla fine ci ritroviamo nel nulla perché mossi dalla fretta e dal desiderio di afferrare il tutto. Complimenti al poeta per l’armoniosità dei versi e la profondità delle riflessioni.