Echi di poesie
Peppe Cassese
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E c’è una voce sorda al dolce canto
che adora le emozioni illeggiadrire
silente bruma atavica ancestrale
e il verso si distende imbalsamato
dalle parole fresche di bucato
e il tutto si rigira maniacale.
E c’è un orpello maschio degno vanto
portato avanti e indietro per stupire
pleonastico pastoso sepolcrale
e il verso si dipana edulcorato
dal verseggiare ad arte smidollato
e il pasto si consuma sul portale.
E c’è il tuo peso in mostra grosso impianto
disceso tra le genti a inasinire
metodico opponente ornamentale
e il verso gioca a dadi trafelato
nel segno del mistero architettato
dall’ombra che folleggia sul fondale.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Dieci e lode. (Giuliano Esse)
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