Dove sei, figlio mio?
Ausilia Giordano
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Dove sei, figlio mio?
Tra i meandri di virtuali spazi
dell’intelligenza artificiale
e delle sue implicazioni,
in un oceano di misteriosi intrecci
intangibili e sfuggenti,
pirati e salvifici a un tempo
e a propria corrispondenza.
Né un’inflessione
o un atto con lo sguardo,
lo spirito tuo preso in un vortice
e in uno scompiglio di mutamento
e di stravaganti emozioni,
in luogo e tempo quasi innaturali,
appartenenti ad un’altra era ormai,
a quella artificiale.
Figlio mio, dove sei?
Per amore la vita ti donai,
nell’attesa di nutrire unitamente sogni,
plasmare progetti
e sostenere le tue opzioni.
Tu hai piuttosto prediletto
l’ecosistema digitale per padre,
la scienza tecnologica per madre,
e gli algoritmi per fratelli.
Un’ora, un giorno dopo l’altro
in un susseguirsi di muti sguardi
e parole mancate
e rincorse per strade diverse,
sempre più ti distanzi
dalla tua radice e dalla sorgente
a cui attingere amore vero.
L’intelligenza artificiale
con vigore priva l’umanità
di sentimenti ed emozioni reali
e deturpa le sensazioni
in un impulso senza equali.
Ed io resto a chiedere ancora:
Dove sei, figlio mio?
©
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L'autore
Ausilia Giordano
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Commenti (2)
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Alessandro Sermenghi31 marzo 2025
La poesia denuncia la deriva verso l’intelligenza artificiale, usurpatrice del trono dell’educazione ricevuta dai posteri, che gradatamente e minuziosamente veniva appresa senza troppa facilità, imprimendo il ragionamento dei nostri cervelli, portati ora a farne solo un "copia ed incolla" di un pensato non troppo reale.
F
Franca Canfora5 aprile 2025
Versi che inducono a più di una riflessione e a mille interrogativi. Il futuro che ci aspetta è pieno di incognite. Un plauso all’autrice

