I nodi - 25 (25 aprile)
Peppe Cassese
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I nodi della storia
un po’vicino a te
il giorno venticinque
li bevi col caffè
americano o altro
ancora non si sa
salito sullo spalto
con lady libertà.
Che guerra e che battaglie
inglesi ed australiani
tedeschi con francesi
e sotto gli italiani
che hanno perso e vinto
il misero conflitto
durato troppi anni
finito in parte afflitto
col pavido reuccio
fuggito nelle Puglie
insieme al suo Badoglio
esperto di farfuglie
mentre che Mussolini
rapito dal germano
in questa Italia a pezzi
sperava ancora invano.
Che lotte e che passioni
che torti e che mattanza
estatiche ovazioni
attese mai abbastanza
sbandati e partigiani
con falce e col pennello
oppure con la croce
madonna che macello
a caccia del fascista
scomparso all’improvviso
volendolo incontrare
nel bosco viso a viso
e il buio fu allora il solo
padrone degli eventi
e l’odio da appagare
si assise in mezzo ai denti
dove di qua e di là
mostruose decisioni
si accesero e distratte
le impavide uccisioni
ascosero le piaghe
di un cantico ideale
col turpe e più infelice
tremendo baccanale.
E allora bella ciao
non sventolare più
fin quando che la vita
non ci darà del tu
e questo greve giorno
sia fatto fecondare
nella certezza vana
si possa rispettare
a destra e pure a manca
al centro sopra e sotto
così se hai una pietra
la lasci nel cappotto
e stenderai la mano
armata di ragione
unita a tuo fratello
con l’ultima canzone
un inno nazionale
per tutti o per nessuno
unico eccezionale
italico raduno
che suoneremo insieme
legati finalmente
da monna libertà
totale e convergente.
©
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Peppe Cassese
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