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Ribellione 12 maggio 2025 · lettura 3 min · 308 letture

Dichiarazione di pace

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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Porto dentro me il silenzio di cose mai dette mi giro e rigiro nella notte cadon l’ore rotte una s’estingue, l’altra s’avvicina. Torna una voce, viene e va, vicina tace, non tace, fino alla mattina, prega, canta, invita poi resta ferma, appesa alla sua croce, cede, si spegne, muta riprende vita parla di guerre lontane e presenti: solo dio denaro, distruzione, dolore e pianti. Ed io l’ascolto, triste nel canto è una nenia che viene da lontano ha camminato ed ha camminato invano. Nel cuore della notte un tenue spiraglio s’apre tra i veli d’un mio soave pensiero, chimere sussurrano nell’abbaglio d’una vita nuova, d’un mondo più vero. Vorrei dichiarare pace a questo mondo che corre e come un rubinetto chiudere tutto il sangue che scorre. Vorrei che finisse questa pazzia che lascia tanti morti nella sua scia, che un vento nuovo soffi sopra ai cuori per spazzar via soprusi ed orrori. Che l’indifferenza sparisse all’orizzonte salendo su un barcone ingoiato dalle onde. Ma vogliamo la pace e si ripete la storia gli errori e gli orrori son senza memoria fra il cupo delirio non cambia la mente dell’uomo spietato ed incosciente. Vittime come spighe di grano ovunque, anche se non lo si dice perché non conviene alla mano che muove la falce mietitrice. E in tutte queste guerre i trafficanti inviano armi ai combattenti ed io continuo a disperarmi perché chiunque armi Abele tessendo losche e segrete tele è più colpevole e meschino della mano che uccide di Caino. Cammino verso vie nuove, colme d’assenza ove il vuoto diventa esistenziale. un grido si perde tra cielo ed essenza: la guerra ed il pianto nel mio cuore è reale. E davanti a questo eccessivo dolore il non essere mi chiedo se dell’essere non sia migliore che per il male che vedo la vita di tanti bimbi è orrore. Torna quella voce intrisa di pianto nell’indifferenza muta che le passa accanto, si ferma, tace poi continua e risale sulla sua croce. L’ho ravvisata infine. Del passato tutto mi narra. Tanto tristezza ed algia per quel che racconta ed ha raccontato. Tutto delle guerre e di me sapeva. Era la mia.
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È una poesia che nasce da un’urgenza interiore e da una profonda sensibilità verso il dolore del mondo. Si apre con il silenzio delle parole non dette, che si agitano nella notte come pensieri inquieti. Una voce interiore, simbolo della coscienza collettiva, parla di guerre, di dolore, di un mondo che corre verso l’autodistruzione. Desidero fermare il sangue che scorre, chiudere il rubinetto della violenza, e invoco un vento nuovo che spazzi via l’orrore. Ma la storia si ripete, e l’uomo resta prigioniero della sua spietatezza. La poesia denuncia anche i trafficanti di armi, più colpevoli di chi uccide e si chiude con una rivelazione: quella voce che piange e narra è la mia stessa voce.
In un mondo che corre verso l’indifferenza e la distruzione, “Dichiarazione di Pace” si erge come un grido poetico, una supplica accorata, una voce che non vuole tacere.12 agosto 2025
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Poesia con importante messaggio (Alessandro Sermenghi)

Commenti (1)

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Alessandro Sermenghi12 maggio 2025

Una dichiarazione di pace fa più rumore di una dichiarazione di guerra, quando la tendenza è quella di non fermarsi a sparare finché tutto non è raso al suolo. Le vie si allargano e si cammina o si corre solo a piedi, contro cingolati o macerie sparse, ed i rumori udibili son solo sibili, fragori e grida che rimbombano nella testa. Purtroppo non è ammesso parlare di tregua quando i soldi si moltiplicano nelle tasche di chi finanzia il conflitto.