Sotto lo stesso cielo
Antonietta Angela Bianco
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Nel silenzio che segue le bombe,
piangono i muri scorticati
e le madri stringono ceneri
come fossero culle dimenticate.
Gaza non dorme, non sogna,
è veglia di polvere e sangue,
un grido che sale al cielo
ma il cielo ha voltato le spalle.
Ogni bambino che cade
è un universo che svanisce,
un nome che non sarà mai scritto
sui libri dei giusti.
Il sole sorge su macerie
e non distingue colpe o ragioni,
illumina occhi vuoti
che non chiedono vendetta ma vita.
Dove sono gli uomini?
Quelli che giurano “mai più”?
Le parole si spezzano al vento,
mentre il silenzio firma l’oblio.
Questo non è solo conflitto,
è memoria che brucia in diretta,
è storia che si ripete
con maschere nuove, ma la stessa ferita.
Eppure, sotto lo stesso cielo,
un bambino disegna con dita sporche
una colomba che non vola,
ma sogna ancora di farlo.
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Antonietta Angela Bianco
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