La fine del mondo
Antonietta Angela Bianco
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Di notte sogniamo sirene, fuoco,
madri che urlano coi figli in braccio,
case che scompaiono in un lampo bianco.
Abbiamo paura.
La guerra si avvicina.
Non è più lontana, non è più altrove.
Parole di pace bruciano in bocca,
mentre i governi contano i missili.
Un uomo preme un bottone, uno solo.
E in un secondo il cielo si spacca.
Non c’è tempo per fuggire,
non c’è rifugio, non c’è perdono.
Le città si sciolgono,
le persone diventano ombra sul muro,
e poi neanche quello,
solo cenere.
L’aria è veleno.
Chi sopravvive, invidia i morti.
Gli occhi si consumano, i polmoni implodono.
Non ci sono più alberi, né animali, né dio.
Solo il silenzio.
Un silenzio che urla per sempre.
Perché non abbiamo fermato tutto?
Perché non abbiamo gridato prima?
Ora è tardi.
Il mondo è morto,
e siamo stati noi.
Piango,
non so per chi.
Per tutto.
Per niente.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
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