Si veste di cielo
Antonietta Angela Bianco
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Il mare d’inverno ha la voce del tuono,
s’infuria, si torce, s’abbatte e si spezza.
Si chiude nel grigio, si gonfia di suono,
spaventa la riva con tutta durezza.
È un mostro che urla, che morde la sera,
che rompe gli ormeggi, che scuote le vele.
Con mani di schiuma trascina la fiera
di sogni spezzati tra rabbia e procelle.
Ma quando ritorna la luce d’estate,
si stende sereno, si veste di cielo.
Respira nei venti con onde placate,
è specchio d’azzurro, è fresco di gelo.
Sorridono i bimbi tra spruzzi e risate,
corrono scalzi tra sabbia e colori.
Costruiscono torri, magie delicate,
che l’onda distrugge con pochi rumori.
Poi torna la quiete, la brezza leggera,
il mare si placa, si finge innocente.
Ma sotto la pelle rimane la fiera,
che inghiotte chi parte, chi sogna, chi sente.
Su barche di niente, nel buio profondo,
si stringono vite che sfidano il mare.
Tra stelle lontane e silenzi del mondo,
c’è chi non riesce nemmeno ad arrivare.
E tu lo contempli, bellissimo e amaro,
che splende al mattino, che inghiotte la sera.
È gioco, è mistero, è destino precario,
è madre e assassino, è ferita sincera.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Commenti (1)
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L
Luciano Vacca17 giugno 2025
E’ una poesia bellisima! Il mare che è vita in tutte le sue sfaccttature: quiete, serenità, dolcezza, furia, distruziione, morte. Lo amiamo e lo temiamo. E’ così. Mi permetta un caro saluto!
