Viaggiare
Antonietta Angela Bianco
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Sono partita nel silenzio,
senza valigie,
senza nemmeno sapere cosa stessi lasciando.
C’erano solo troppe domande,
e una stanchezza antica
che non aveva ancora imparato a parlare.
Mi sono guardata dentro
come si guarda un cielo senza stelle
sperando in una luce
ma trovando soltanto
l’eco delle paure che non sanno dormire.
Ho camminato a ritroso nei miei ricordi,
nelle stanze della memoria
dove l’infanzia ancora piange sottovoce,
dove l’amore è rimasto
inchiodato al muro come un quadro sbagliato.
Poi sono uscita.
Fuori.
Nel mondo che pulsa
in mille idiomi,
in musiche di mercati,
in sguardi che non mi somigliano,
ma mi capiscono.
Ho mangiato pane impastato con mani che non conosco,
bevuto tè seduta su tappeti consumati,
abbracciato donne con occhi pieni di deserto,
ascoltato storie che odorano di legno bruciato.
Ogni luogo è stato uno specchio,
ogni volto una poesia tradotta male
ma capita nel cuore.
Mi sono sentita piccola,
fragile,
ma anche parte di qualcosa
che non ha nome né nazione.
E in ogni passo,
in ogni frontiera attraversata,
ho perso un pezzo di paura,
ho trovato un pezzo di me.
Il viaggio non è dove vai,
ma chi diventi mentre ti allontani.
È la voce che cambia tono,
la pelle che si fa più attenta,
gli occhi che sanno finalmente restare aperti
anche quando fa male.
E ora
che il cammino mi ha cambiata,
non cerco più risposte.
Solo domande
che sappiano accompagnarmi
come compagne di strada.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi bellissimi. Un caro saluto poetessa! (Michelangelo La Rocca)
Commenti (1)
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Michelangelo La Rocca3 luglio 2025
Versi belli e profondi, interessanti, che fanno riflettere. Il viaggiare che forma, che arricchisce, completa, fa diventare più padroni di se stessi, più consci delle proprie possibilità. Dopo aver viaggiato tanto si smette di cercare risposte, si fanno solo domande perché è cresciuta, e di molto, la consapevolezza del proprio io. Elogi sentiti e complimenti meritati alla poetessa sarda.

