Incombe senza ritegno
Antonietta Angela Bianco
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Il cielo è un piatto rovesciato,
di stagno e fuoco, senza fiato.
Il sole incombe, senza ritegno,
un re crudele sul suo regno.
Brucia l’aria sulle strade,
sulle ossa, sulle palpebre sfinite,
e il vento, se c’è, sa di fiamma,
non consola, non salva, non chiama.
Le case sono forni chiusi,
le notti stanze di sudore,
non c’è riposo, né respiro,
solo un silenzio che fa rumore.
Vecchi seduti in ombre finte
con occhi persi e bocche stanche,
la pelle grida, il cuore arranca,
c’è chi non regge, e più non canta.
Il caldo è assedio, è lento morso,
non lascia scampo, non fa sconto.
Sembra che il mondo stia piangendo
dal fondo secco di ogni pozzo.
L’estate ha perso la sua voce,
non ride più, non danza lieve,
è febbre, è ansia, è condannata,
una stagione in catene di brace.
Chi può fugge, chi resta prega
che piova almeno una goccia vera,
ma il cielo tace e la terra annega
nel sudore d’un’alba nera.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Stefano La Malfa6 luglio 2025
Versi colorati e colmi di calore per descrivere minuziosamente con grande maestria gli effetti della bella stagione che ci regala anche dolci sofferenze. Molto apprezzata per lo stile.

