Grido da Gaza
Antonietta Angela Bianco
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Sotto il cielo che tace e non vede,
cade il pianto di chi non ha scudo,
tra le macerie la morte procede,
e il mondo osserva, complice e muto.
Un bambino si stringe al silenzio,
tra il fumo e la polvere nera,
ha negli occhi lo stesso tormento
di chi nasce in un’alba di guerra.
Non è guerra, è strage e orrore,
è genocidio, è vita rubata,
ogni colpo è un atto d’errore,
ogni bomba una culla spezzata.
Gridano madri con voce di sangue,
stringendo la foto di un figlio,
mentre l’odio, che mai si stanca,
brucia speranze come fuoco nel vento
Il tuo nome pesa,
non c’è legge che possa assolvere
chi semina morte e contesa
dove il popolo chiede di vivere.
Ma da Gaza si alza una preghiera,
fra le rovine germoglia un domani,
che finisca quest’era di fiera
e la pace ritorni a mani umane.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti9 luglio 2025
urlo dannato con belle rime baciate della tragedia di gaza bellissima lirica

