Nel silenzio bruciato
Antonietta Angela Bianco
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Nel silenzio bruciato di Gaza
non si sentono più le campane,
solo il pianto di madri spezzato
tra macerie che urlano nomi.
Un bambino stringe una bambola rotta,
ma il suo sonno non tornerà più.
Ogni giorno è un cielo di piombo,
piovono fuoco e disprezzo dal nord,
non c’è scampo per chi non ha colpa,
solo corpi sepolti nel nulla.
Giovani occhi spenti dal terrore,
mani vuote alzate nel vento.
Non è guerra, è strage di vivi,
è sterminio fra luci spente,
mentre il mondo si volta e dimentica
che il sangue ha un solo colore,
anche quando scorre a Gaza.
E nel pianto si spegne la pace.
Case rase, scuole ridotte in polvere,
ospedali che diventano tombe,
lì la morte si siede a tavola
con chi prega ancora in ginocchio.
Ma la preghiera non ferma i fucili,
né la fame che scava le ossa.
Il tuo nome pesa,
sarà inciso tra i carnefici della Storia.
Non ci sono scudi, né scuse,
per chi condanna un popolo inerme.
Sotto la tua guida di ferro e rovina,
la giustizia ha perso il suo volto.
Ma il popolo resiste nel fango,
e da ogni rovina si leva
un sussurro di vita e di sogno,
una speranza che non si spegne.
Che un giorno, su questa terra martoriata,
torni il diritto di vivere in pace.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Commenti (1)
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Giuseppe Mauro Maschiella10 luglio 2025
Lirica nuda, cruda e reale sull’orrore del genocidio di Gaza che porta ad una riflessione: come mai un popolo che ha subito i campi di sterminio tedeschi, si comporta nello stesso modo verso i Palestinesi? Il motivo è semplice: Hitler e Netanyahu sono identici, come identici predatori sono i tedeschi e gli ebrei che li hanno messi al potere. Molto apprezzata nella forma e nel contenuto, i miei elogi!

